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Libri #14 The dot • GiocaGiocaGioca

Libri #14 The dot

Niente da fare, sono mesi ormai che in un modo o in un’altro, l’argomento “insegnamento dell’arte” mi frulla per la testa. 

Vi ho parlato degli Artonauti, e del bellissimo album di figurine che è stato creato per raccontare l’arte ai bambini in modo giocoso. E vi ho raccontato della mia esperienza di bambina quando frequentavo, nella piccola cittadina in cui vivevo, il Closlieu.

Ho deciso quindi oggi di riprendere la mia rubrichina di libri, e di parlarvi di “The dot”, che narra sì, di arte, o meglio, del processo artistico, ma anche di buoni insegnanti (di arte e non solo).

Non vi preoccupate, il libro esiste anche in italiano, per fortuna: s’intitola “Il punto” ed è pubblicato da Ape Junior nella collana albi illustrati. L’autore è il talentuoso Peter H. Reynolds.

Chi mi ha fatto conoscere questo libro? Michela Macchi, che ha creato e gestisce una piccola e deliziosa scuola di lingue, Atelierstorytime, il cui metodo è appunto basato principalmente sulla lettura di libri in lingua originale.

Devo ammettere che quando mi ha fatto vedere “The dot” mi ha smosso qualcosa dentro. Accade ogni volta che lo rileggo, io mi commuovo. Perchè? Di cosa parla questo libro, tradotto in tantissime lingue ed amato dai bambini e dagli insegnanti di tutto il mondo?

“The dot” racconta la storia di Vashti. Tutto ha inizio a scuola, durante la lezione di arte. Vashti è una bambina come tante che davanti al foglio bianco prova paura perchè, dice, “non so disegnare”(come la conosco questa sensazione di panico da foglio immacolato!). L’insegnante prova a sdrammatizzare, ma questa tecnica non funziona con Vashti, e allora la invita a fare un semplice segno sul foglio, UN PUNTO. 

Lei lo fa, con una grande rabbia e frustrazione. Si sente incapace, pensa che in fondo, un punto “non è un disegno”, però…non esistono modi sbagliati di fare un punto! Ma lei comunque non è contenta…ed è qui che interviene con levità e maestria l’insegnante. Dice alla bimba una cosa importantissima: firma il tuo segno sul foglio, è tuo, sei tu, per me ha un valore, so quanta fatica ti è costato. Non solo, il giorno dopo Vashti se lo ritrova appeso dietro alla cattedra, in una super cornice d’oro.

L’insegnante ha visto Vashti, ha visto che qualcosa di buono può nascere da lei, non l’ha criticata, non l’ha giudicata, l’ha supportata. Ha preso un piccolo mattoncino e lo ha aggiunto all’autostima della piccola. E infatti lei cosa fa, quando vede il suo punto incorniciato? Si dice “posso fare meglio di così”, e comincia il suo personalissimo percorso creativo: disegna punti piccoli, poi altri giganteschi, altri ancora coloratissimi, che occupano tutto il foglio, o solo un angolino. Insomma, scatena la sua creatività ed espressività, finalmente libera di percorrere la sua strada. E poi con tutti questi lavori organizza la sua prima mostra personale!

Alla fine dell’anno la mostra di tutti “i punti” di Vashti fa scalpore, e non solo questo…

L’autostima infatti è contagiosa e chi è riuscito piano piano a costruirsela poi si trasforma in un donatore di energia e positività. Vashti lo fa, con un suo compagno di scuola, che ammirando i suoi dipinti le dice: “Sei davvero una grande artista, come mi piacerebbe saper disegnare..” E qui, con la circolarità che contraddistingue questo libro, ricomincia la storia…

Sign it

Questo dolcissimo libro è un vero e proprio trampolino per un tuffo nella creatività, nel processo artistico e nel mondo dell’arte. Tantissime attività si possono realizzare a partire da “The dot”. Lo stesso autore le racconta sul suo sito ufficiale e in questo video:

Ma “The dot” è anche qualcosa di più… Peter H. Reynolds ha infatti dedicato il suo libro a Mr. Matson, il suo professore di matematica di seconda media, che per primo lo invitò a “lasciare il segno” (make your mark). Questo libro è infatti un inno ai buoni insegnanti, quelli che, come scrive sul suo blog l’autore, sono capaci di tendere una mano e aiutare, nel modo giusto, chi ne ha bisogno; che hanno come un radar di soccorso acceso, sanno capire come intervenire, e sanno offrire una spalla su cui appoggiarsi.

I have also thought of how teachers
and caregivers can change lives like this.
Being there for a child.
Having that rescue-radar on and ready
to reach out and lend a hand.
To be an ear.
A shoulder to lean on.

One conversation, even a nod, a kind word,
can change a life profoundly.

Il 15 settembre di ogni anno è “International Dot Day”, una giornata dedicata a questo meraviglioso libro, con letture e laboratori creativi in tutto il mondo. Chiunque puo’ prendere parte alle celebrazioni, registrandosi sul sito ufficiale a questo link.

Spero che anche questo consiglio di lettura vi sia piaciuto. Nel blog ce ne sono tantissimi, li potete trovare tramite il motore di ricerca, inserendo semplicemente la parola “libri”.

Vi ricordo che tutte queste recensioni sono ADV free, cioè non sono stata pagata per farle.

E’ che proprio mi piacciono tanto il libri di cui vi parlo!

Vi lascio con queste meravigliose parole, a proposito di punto, di uno dei più grandi artisti mai esistiti:

Il punto geometrico è un ente invisibile. Esso dev’essere definito anche un ente immateriale. Dal punto di vista materiale il punto equivale allo zero. In questo zero sono però nascoste varie proprietà “umane”. Ai nostri occhi questo punto zero – il punto geometrico – è associato alla massima concisione, al massimo riserbo, che però parla. Così il punto geometrico diviene l’unione suprema di silenzio e parole. Wassily Kandinsky

Non c’è già tutto “The dot” in questo concetto? 🙂

Il punto
Autore: Peter H. Reynolds
Illustratore: Peter H. Reynolds
Editore: Ape junior
Età consigliata: dai 4 anni

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